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CERTOSA DI GAREGNANO

Visite a luoghi
Data: Domenica 15 Aprile 2018

Per i mirabili affreschi di cui è dotata, un vero godimento per gli occhi e per lo spirito, qualcuno ha definito La Certosa di Garegnano la “Sistina di Milano”.

 

Forse è un po' esagerato paragonarla al capolavoro romano di Michelangelo. Ma si tratta di un vero e proprio gioiellino, suggestiva e poco conosciuta. E poi, è a due passi da noi: a ridosso dello svincolo autostradale di viale Certosa (arteria così chiamata proprio dal complesso gestito dai frati certosini). Non è possibile non conoscerla e non visitarla. Magari rivisitarla, per chi già c'è stato.

 

La Certosa di Garegnano, conosciuta anche come Certosa di Milano, fu fondata nel 1394 dall'arcivescovo e Duca di Milano Giovanni Visconti. E' un Monastero certosino di rara suggestione, bellissimo esternamente e meraviglioso all'interno.

La struttura sorgeva a soli quattro chilometri a ovest dalle antiche mura cittadine di Milano nell'allora borgo rurale di Garegnano e venne realizzata - spiega l'atto di fondazione - col preciso intento di consentire ai monaci che l'amministravano di vivere in ritiro solitario. Il complesso, dedicato alla Madonna, era inserito all'interno del Bosco della Merlata, una zona molto frequentata da briganti e banditi i quali, nella notte del 23 aprile 1449 penetrarono nella certosa e compirono razzie impadronendosi di oro e preziosi.

 

Nell'estate del 1357 ospitò il grande letterato Francesco Petrarca che rimase colpito dall'atmosfera di pace e meditazione in cui la Certosa era avvolta.

Della struttura antica risalente al Trecento e Quattrocento si conserva poco, in particolare il chiostro piccolo, o Claustro Parvo, sul lato destro della chiesa, e l'abside quadrangolare di questa con il tiburio ottagonale.

 

Il complesso della certosa fu pressoché completamente riedificata sotto la direzione dell'architetto Vincenzo Seregni, già a capo della Fabbrica del Duomo, a partire dagli anni Settanta del Cinquecento. In tempi successivi la certosa ospitò personaggi illustri della vita politica e religiosa del tempo come San Bernardino da Siena, San Carlo Borromeo e Filippo IV di Spagna.

 

Essa rimase attiva sino alla soppressione degli ordini contemplativi nel 1779. Utilizzata come caserma durante l'occupazione napoleonica, venne ripristinata al culto con la restaurazione austriaca. Durante l'Ottocento, venne visitata da Lord Byron. Pur mutilata del chiostro grande (distrutto all'epoca della secolarizzazione napoleonica), e lambita dal cavalcavia che collega alle autostrade dei Laghi e alla Torino-Venezia, resta un monumento di notevole interesse.

 

Tutta la realizzazione del complesso che si può ammirare oggi, sia per la parte architettonica, che per i cicli pittorici, risponde ai dettami della Controriforma, secondo cui il compito dell'arte doveva essere quello di portare il fedele a concentrarsi sulla predicazione e di farlo riflettere sui valori della fede, e sul ruolo dei santi e della chiesa.

 

All'interno, nell'area absidale, il soffitto è sovrastato da un tiburio di forma ottagonale, mentre tutta la chiesa (opera di Vincenzo Seregni), si presenta ad un'unica navata con volta a botte e stucchi geometrici.

 

Celebre è la decorazione ad affresco, costituita da due distinti cicli pittorici, il primo, che presenta diversi soggetti religiosi (Crocifissione, Resurrezione, Ascensione, Natività ecc.) del manierista Simone Peterzano, maestro del Caravaggio (1578), dall'accentuato michelangiolismo e il secondo, storie della vita di San Bruno, del maggiore interprete del barocco milanese del pieno Seicento, Daniele Crespi (1629).

 

 

Note Organizzative

Oblò ha prenotato la visita per due gruppi di massimo 25 persone domenica 15 aprile p.v.

 

 

 

 

Ingresso primo gruppo: ore 14.30

 

Ingresso secondo gruppo: ore 16.00

 

Presentarsi con almeno 15’ di anticipo rispetto all’orario d’ingresso che indicherete all’atto dell’iscrizione

 

 

 

 

Le iscrizioni possono essere inviate rispondendo a questa email o inviando un’e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La visita, la cui durata prevista sarà di circa 90’, sarà accompagnata da una guida

 

La quota di partecipazione è di 5,00 a partecipante senza distinzioni di età

 

 

Le iscrizioni sono riservate ai soli soci in regola con l’iscrizione 2018

 

 

 

 

Il termine per le iscrizioni e relativo pagamento delle quote è il 31 marzo p.v. (contattare il consigliere di Oblò più vicino a voi).

 

 

 

Per gli eventuali NON SOCI verrà realizzata una lista d’attesa che verrà utilizzata solo in caso di disponibilità posti.

 

 

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

Gli amici di Oblò

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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