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DENTRO CARAVAGGIO

Mostre
Data: Venerdì 24 Novembre 2017

 

 

Carissimi soci di Oblò

 

è con enorme piacere che ti segnaliamo la prossima ed imperdibile iniziativa riservata ESCLUSIVAMENTE agli iscritti della nostra associazione:

 

“Dentro Caravaggio”

 

 Milano torna a omaggiare il grande artista con la mostra "Dentro Caravaggio", che presenta venti capolavori del Maestro riuniti per la prima volta tutti insieme.

 

Un'esposizione unica non solo perché presenterà al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei stranieri ma perché, per la prima volta le tele di Caravaggio saranno  affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell’opera .

 

 “Come poté un ragazzo lombardo, apprendista pittore, arrivato a Roma all’età di circa 18 anni , costruirsi, crescere, straripare dalle zone basse di piazza Navona, oltre Tevere, oltralpe, oltre il suo secolo, e i secoli successivi, arrivare fino a noi…” (Guttuso)

 

“Caravaggio, violento, assassino e geniale protagonista di una vita tormentata spesa tra il lusso e la raffinatissima cultura dei palazzi romani del principio del Seicento e la feccia della strada, tra sgherri e prostitute….”

 

Se la vita di Caravaggio fosse stata un romanzo, probabilmente il lettore a metà libro si sarebbe chiesto se l’autore non avesse esagerato, calcando troppo la mano nel raccontare la storia avventurosa dell’artista.

 

Quella di Michelangelo da Merisi, in arte “Caravaggio” è infatti una storia di arte e violenza, di santi e prostitute, di bettole pericolose e sale principesche, di preti e pendagli da forca. È soprattutto la storia di un rapporto ambiguo con la morte, che l’artista sembra cercare, evocare per poi fuggirle spaventato.

 

È una storia di luci e di ombre, come in uno nei suoi dipinti, in cui la luce pare lotti contro il buio in una prova di forza carica di tensione. È la storia di un uomo che è poi anche la storia dell’Italia a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, in cui la passione, la violenza, l’arte e la morte attraversavano la strada della vita in sella allo stesso cavallo.

 

Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) è considerato uno dei più importanti pittori della storia dell’arte italiana. Nonostante venga ricordato con il nome di “Caravaggio” (piccolo paese in provincia di Bergamo), l’artista nacque a Milano. Caravaggio era il paese di nascita dei genitori.

 

Fin dalla più tenera età dovette fare i conti con la morte: la peste infatti uccise suo padre, il nonno e lo zio quando aveva solo sei anni.

 

La sua carriera artistica cominciò a tredici anni, quando andò a bottega dal pittore manierista Simone Peterzano, a Milano. Per molti anni non si ebbero più notizie sulla vita del giovane Caravaggio, fino al 1594, anno in cui l’artista si trasferì a Roma.

 

A Roma Caravaggio amava frequentare le osterie dei quartieri malfamati che ritrasse nei suoi dipinti, catturando l’essenza di un’umanità reietta e poverissima. Fu proprio una di queste opere, I Bari (1595) che gli fece guadagnare la stima di uno dei personaggi più importanti della città eterna: il cardinale del Monte, che decise di accoglierlo sotto la sua ala protettiva procurandogli importanti incarichi presso le istituzioni religiose.

 

Nonostante gli incarichi prestigiosi e il successo, Caravaggio continuò a frequentare le bettole, trascorrendo le notti tra prostitute, giocatori di azzardo, risse e vino di dubbia qualità. Indossava abiti costosissimi ma lisi e consunti e, nonostante il divieto di portare armi, aveva sempre con sé uno stocco, una spada leggera adatta ai duelli.

 

 Uno dei primi lavori che gli venne commissionato fu la Vocazione di San Matteo, per la chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Caravaggio realizzò l’opera nel 1599 e stupì tutti per la scelta dei soggetti del dipinto.

 

Nell’opera, Matteo (tutt’altro che santo) viene rappresentato mentre è seduto al tavolo di una bettola, mentre Cristo lo indica per invitarlo alla redenzione. Mancano del tutto i toni estatici che all’epoca venivano usati per rappresentare i soggetti sacri, a favore di un maggiore realismo compositivo

 

Questa esasperata attenzione al realismo dei soggetti non sempre soddisfò i committenti che spesso consideravano blasfeme le opere di Caravaggio.

 

L’opera La morte della Vergine (1605-1606) venne infatti rifiutata per l’eccessiva crudezza delle scena ma soprattutto perché Caravaggio scelse una prostituta annegata nel Tevere per dare volto e corpo alla Vergine.

 

Le opere di Caravaggio colpiscono lo spettatore per la maestria con cui l’artista riesce a dosare l’equilibrio tra luci e ombre con una tecnica assolutamente innovativa per l’epoca. Per ottenere quest’effetto, l’artista collocava con attenzione le lampade e le candele nello studio dove posavano i modelli, come farebbe oggi un bravo direttore della fotografia.

 

La vita di Caravaggio cambiò drammaticamente nel 1606, quando uccise in una rissa Rinuccio Tommasoni. Pare che la rissa fosse nata per un banale fallo subito durante una partita di pallacorda.

 

L’artista venne condannato alla decapitazione, così fu costretto a fuggire da Roma. La paura di morire diventò uno dei temi ricorrenti nelle opere realizzate in quegli anni di latitanza. Molte di queste opere hanno per soggetto scene di decapitazione come nell’opera Decollazione di San Giovanni Battista (1608).

 

L’artista trovò rifugio a Napoli e poi a Malta dove nel 1608 riuscì ad entrare nell’ordine dei cavalieri di San Giovanni. Ci rimase per poco, però: in una rissa infatti ferì un altro membro dell’ordine di grado più elevato e per questo venne imprigionato.

 

Fuggì anche dall’isola ma, braccato dai sicari del cavaliere ferito che lo cercavano per vendicare l’oltraggio, riparò in Sicilia per poi tornare di nuovo a Napoli in cerca di protezione. Non bastò. Gli uomini del suo nemico lo raggiunsero a palazzo Cellamare e lo ferirono al volto, lasciandolo in fin di vita.

 

 In preda al dolore dipinse Davide con la testa di Golia (1609-1610). Una curiosità: il volto di Golia è un autoritratto di Caravaggio, ma anche il volto di Davide è ispirato al viso dell’artista, quando era ancora giovane e privo di macchia.

 

 

 

Ferito e debole, Caravaggio decise di intraprendere un faticoso viaggio a Roma, per invocare la grazia e la clemenza del pontefice. Nel corso del viaggio però le sue condizioni di salute peggiorano irrimediabilmente.

 

L’artista non raggiunse mai Roma, ma morì a Porto Ercole nel 1610, a 38 anni, senza sapere che il pontefice qualche settimana prima aveva inviato a Napoli un messo con il condono papale per assolvere l’artista dai suoi crimini.

 

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.” (Caravaggio)

 

Note Organizzative

 

 

 

  •  Oblò ha prenotato 2 gruppi di massimo 25 persone Venerdì  24 Novembre

  •  Ingresso primo gruppo: ore 19,30

  •  Ingresso secondo gruppo: ore 19,50

  •  Presentarsi con almeno 15’ di anticipo rispetto all’orario d’ingresso che indicherete all’atto dell’iscrizione

  •  Le iscrizioni possono essere inviate rispondendo a questa mail o inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  •  La visita, la cui durata prevista sarà di circa 75’, sarà accompagnata da una guida

  •  La quota di partecipazione è di € 18,00 a partecipante senza distinzioni di età

  •  Le iscrizioni sono riservate ai soli soci in regola con l’iscrizione 2017

  •  Il termine per le iscrizioni e relativo pagamento delle quote è il 9 Ottobre (contattare il consigliere di Oblò più vicino a voi).

  •  Per gli eventuali NON SOCI verrà realizzata una lista d’attesa che verrà utilizzata solo in caso di disponibilità posti.

 

 

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

 

Gli amici di Oblò

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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